Una storia edificante

C’è questo vecchio signore, che abita nel mio condominio, occhi celesti dietro grandi occhiali, radi capelli bianchi sparati in aria.

Da quando si è trasferito, questo signore ha preso l’abitudine di affacciarsi dal suo terrazzo e guardare i bambini che giocano nel giardino condominiale, in particolare quelli che giocano a calcio. È in pensione, ha tanto tempo libero.

All’inizio li osservava divertito, forse ripensando ai bei tempi delle ginocchia sbucciate e delle lacrime che sanno di polvere. Poi, un bel giorno, questo signore è sceso in cortile e ha detto: “Adesso vi faccio vedere io come si gioca a pallone!”.

Da allora è diventato l’idolo dei ragazzini. Qualche volta si unisce a loro, li “allena”, li incita a migliorare il tiro, altre volte se ne sta semplicemente a godersi lo spettacolo. Capita che, specialmente nelle giornate più calde, porti giù la merenda e una bottiglia d’acqua.

Inutile dire che i bambini lo adorano. È diventato una sorta di nonno “honoris causa”, e ha sempre una parola gentile per tutti, o un rimprovero bonario quando la combinano grossa. Se non lo si vede in giro per un po’, i ragazzi si preoccupano.

Non lo dimenticheranno mai, e lascerà in loro un bellissimo ricordo.

Peccato che questo vecchio signore non esista. Un’altra persona, forse in anni remoti, si è insinuata nel suo corpo e ha preso il controllo della sua vita.

Quest’altra persona è un vecchio signore con gli occhi celesti dietro grandi occhiali, radi capelli bianchi sparati in aria.

Da quando si è trasferito, questo signore ha preso l’abitudine di affacciarsi dal suo terrazzo e guardare i bambini che giocano nel giardino condominiale, in particolare quelli che giocano a calcio. È in pensione, ha tanto tempo libero.

E dentro gli rode una rabbia, un livore che è difficile da spiegare. Odia quei bambini, li sgrida perché rovinano l’erba, calpestandola. Perché rovinano gli alberi, colpendoli con le pallonate. E le siepi! Rovinano anche quelle!

Spesso urla rimproveri dal terrazzo, oppure scende a sgridarli uno per uno, evocando l’AMMINISTRATOREEEE, questa figura di austero giustiziere che dovrebbe intervenire per riportare l’ordine.

Inutile dire che i bambini lo detestano. È diventato una sorta di incubo per loro. È arrogante, ingiurioso, li ritiene dei debosciati maleducati.

Non lo dimenticheranno mai, e lascerà in loro un bruttissimo ricordo.

Domenica io e mio marito abbiamo avuto uno scontro con costui, e tra le altre cose mi è venuto spontaneo dirgli: “Ma la smetta, e cerchi di godersi la vita!”

Sì, perché mentre lo sentivo parlare dei “danni causati dai bambini”  mi veniva in mente quell’altra persona, quella che lui avrebbe potuto essere. Ho avuto l’impressione che, in un qualche momento del passato, il senso della vita lui lo abbia perso.

Per chissà quale motivo, si è lasciato sfuggire la sua occasione.

Forse potrei regalargli questo libro. Magari è ancora in tempo.

 

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